Grexit?

di loredago

In nessun campo dell’attività umana i benefici della crisi sono tanto chiari come nei rapporti tra le nazioni […] Se è vero che le relazioni economiche sono diventate impegnative e talvolta aspre, è anche vero che sono fortunatamente diventate più democratiche.

La crisi ha liberato molti Paesi fino ad allora subordinati al doppio imperialismo, mentale e finanziario, delle nazioni che controllavano i mercati e le politiche internazionali. Molte nazioni hanno imparato a fidarsi meno della cordialità internazionale e a cercare una vita autonoma, piena di ostacoli iniziali ma ciononostante divenuta in breve fruttuosa […]

Quando il sistema di arbitraggio oggi prevalente inizierà a rilassarsi, ci sarà un commercio internazionale più debole, ma ci sarà anche un maggior numero di nazioni economicamente forti.

La cooperazione economica oggi è una cosa molto diversa e più nobile rispetto alla vecchia cooperazione basata sulla convenienza dei paesi industrializzati e dei banchieri tutori del mondo. La certezza acquisita da molte piccole nazioni di poter sussistere e prosperare senza subordinare la propria condotta e la propria attività a interessi stranieri ha introdotto una maggiore franchezza e uguaglianza nelle relazioni tra le nazioni moderne […].

È vero che la crisi ha fatto naufragare molti principi alti e nobili della nostra civiltà; ma è anche vero che in questo ritorno a una sorta di primitiva lotta per l’esistenza, i popoli si stanno liberando di molte finzioni e ipocrisie che avevano accettato credendo che garantissero il loro benessere.

(Discorso radiofonico del Presidente della Repubblica di Colombia, trasmesso dal Columbia Broadcasting System, USA, il 19 settembre 1937.
Citato in E.H. Carr, The Twenty Years’ Crisis)

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