Fuori i poveri dal PD.

di loredago

Stefano Bonaccini, segretario regionale del Partito Democratico dell’Emilia Romagna e membro della segreteria nazionale di Matteo Renzi, ha proposto di revocare il diritto di voto per gli extracomunitari alle primarie del centrosinistra, in seguito alle numerose irregolarità verificatesi nelle ultime settimane. In sintonia con ciò che l’antica saggezza insegna a proposito dei clienti delle prostitute – ci vanno perché provocati, e in fondo alla prostituta piace il mestiere – il segretario propone di risolvere il problema del voto di scambio escludendo dal corpo elettorale chi vende il voto. Il testo che segue è opera di finzione letteraria ispirata all’illuminata proposta di Bonaccini.

Severely materially deprived people

Percentuale di popolazione in condizioni di grave deprivazione materiale. Elaborazione su dati Eurostat.

 

«Sapevamo che vi annidavate al sud, ma laggiù le alleanze con i “ricottari” ci hanno sempre permesso di tenervi a bada.

Ora state spuntando in Emilia Romagna, sotto forma di africani, albanesi, pakistani, e già ci sono segni di contagio tra gli italiani. Proprio in Emilia Romagna, dove decenni di lavoro del Partito Comunista avevano praticamente sradicato l’epidemia! Ma voi, i poveri, siete come l’erbaccia, che ricresce quando pensavi di averla estirpata una volta per tutte.

Vi avevamo ammesso alle nostre primarie per dare un tocco di colore, ma voi avete abusato della nostra liberalità: se avessimo pensato che sareste diventati così tanti, non vi avremmo aperto le porte di una competizione elettorale in cui il basso numero di votanti rende altissima l’utilità marginale del singolo voto.

Siete voi che ve ne dovete andare: noi le primarie non le possiamo abolire. La politica del terzo millennio deve correre, non possiamo ricominciare con quei tavoli politici novecenteschi, lentissimi, noiosissimi, giorni persi a mediare qui e a smussare lì, viene sonno solo a pensarci… no! Primarie sempre, dappertutto. Anche dove abbiamo settecento votanti, noi mettiamo a correre tutti. Voglio candidarsi in due? In tre? In quattro? Quattro candidati, tutti del PD, tutti a correre, e male che vada vince chi ha più parenti. Noi intanto non perdiamo tempo a decidere.

Però lo capite che se vi mettete in mezzo voi ci fate fare solo figure di merda? Vi rendete conto che nel 2014 la gente scrive su Facebook, ci sputtana? Ma poi che razza di modi, vi mettete a insistere per la ricevuta, vi fate dare i soldi davanti ai seggi a Modena, a Reggio Emilia, nei nostri feudi! Dove pensavate di stare, a Bari o a Palermo? Ci avete messo con le spalle al muro: alle nostre primarie non possiamo più farvi votare. Perché, siamo realistici, l’occasione fa l’uomo ladro, e voi date via il voto per un pezzo di pane: per forza che a qualcuno dei nostri viene l’acquolina in bocca, e cade in tentazione. Non possiamo mica metterci a controllarli uno per uno, i candidati, ché solo in provincia di Bologna, il 23 febbraio, ne avevamo 34 per 14 comuni… e ormai è così tutte le settimane!

Le primarie, belli miei, servono a raccogliere il voto di opinione, non il vostro. Che opinione volete avere, voi, che passate le giornate a vendere accendini e la sera vi andate a stipare a decine in quelle case che sembrano gabbie di scimmie?

Non la prendete sul personale: noi saremmo contenti di aiutarvi a farvela, un’opinione, di invitarvi nei nostri circoli a socializzare, a organizzarvi. Però non si può più, la politica corre, ve l’ho detto, i circoli costano e soldi pubblici non sta bene prenderne, la vostra partecipazione non ci serve neanche più, a noi bastano pochi soci influenti che abbiano tanto da sborsare. Sì, lo so che l’anno scorso pensavo l’esatto contrario, ma ho cambiato idea, oggi il mondo va così, fatevene una ragione.

E state lontani dalle nostre primarie».

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